PERCHÈ MOZART?

Dall’osservazione degli effetti di differenti tipi di musica, Alfred Tomatis fu portato a concludere che poche tra le composizioni musicali rispondevano appieno agli effetti ricercati per il programma di ascolto. Le composizioni di Mozart sembrano avere l’equilibrio più perfetto possibile tra effetto rilassante ed effetto dinamizzante. La maggior parte delle musiche di Mozart utilizzate nel programma di ascolto fanno uso di violino: sinfonie, divertimenti, serenate, concerti per violino. Queste musiche sono modificate per effetto di filtri elettronici, che sopprimono o attenuano le frequenze gravi, in modo da stimolare la zona di percezione delle armoniche elevate, zona particolarmente importante per la funzione di ascolto.

Perché la musica di Mozart sembra essere più terapeutica delle altre?
Forse perchè egli ha cominciato a comporre molto giovane e le sue composizioni riflettono pertanto i caratteri di purezza propri di un apparato uditivo-neurologico ancora incontaminato: la sua musica sembra capace di tradurre l’insieme dei ritmi cardiaci e respiratori tipici della prima infanzia, in lui conservati per il resto della sua breve vita. L’accettazione universale della musica di Mozart è messa in evidenza dal fascino, che esercita su tutti, senza distinzione etnica e linguistica.

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PERCHÈ IL CANTO GREGORIANO?

L’altro supporto musicale introdotto nel programma d’ascolto è il Canto Gregoriano, in particolare nella interpretazione dei monaci di Solesmes: la recitazione lineare, le modulazioni lineari nel fraseggio sono i caratteri essenziali di un canto sacro, che riproduce i ritmi fisiologici di una persona in stato di quiete e che predispone “naturalmente” all’ascolto.