È impossibile non comunicare. Questo è il primo assioma della comunicazione, che Paul Watzlawick descrive nel famoso libro “Pragmatica della comunicazione umana”. La comunicazione, verbale o non verbale che sia, ci permette di entrare e stare in relazione con l’altro, diverso da noi.

Secondo il prof. A. Tomatis il denominatore comune della capacità di comunicare è l’ascolto. Questa funzione elitaria dell’orecchio interno si sviluppa precocemente durante la vita intrauterina grazie alla relazione, sonora, emotiva e corporea che il bambino ha con la madre e che gli permette di iniziare a costruire la propria identità. E’ qui che nasce il desiderio di comunicare.

Tuttavia nel corso della vita numerose sono le cause che alterano questo nostro modo relazionarci: situazioni stressanti e conflittuali, preoccupazioni familiari e lavorative, turbe depressive, sofferenze e lutti possono spingere il soggetto ad isolarsi e a chiudersi al mondo esterno e agli altri. Nei bambini può capitare di osservare atteggiamenti oppositivi nei confronti dei genitori, difficoltà ad entrare in relazione serenamente con gli adulti di riferimento o con i pari, fatica a trovare dei canali espressivi efficaci e funzionali. Tutto ciò può dipende da una fatica di ascolto che non permette né all’adulto né al bambino di avere una relazione adeguata con l’altro.

L’audiopsicofonologia secondo A. Tomatis propone un percorso sonoro/musicale che fornisce all’orecchio la possibilità di percepire correttamente le informazioni sonore, senza distorsioni. La persona riconquista la capacità di ascolto, cioè di relazione profonda con sé: riesce ad entrare in comunicazione con il proprio corpo, gestendone adeguatamente la postura, e con la propria emotività per entrare, in modo nuovo, in comunicazione con il mondo esterno e con gli altri.