Alfred A. Tomatis

 

Alfred Tomatis nasce a Nizza nel 1920 da genitori italiani. Fin dal 1947, egli ha dedicato la sua vita alle ricerche sull'orecchio e la voce, seguendo due vie distinte. Dapprima nel laboratorio di Fisiologia dell'Aeronautica Francese poté acquisire un gran numero di conoscenze nel settore dell'audiologia e dei traumi sonori in particolari; in secondo luogo, essendo figlio di un cantante d'opera e interessandosi ai problemi di voce dei grandi cantanti, poté osservare che la persona non è in grado di riprodurre con la voce quelle frequenze che non è in grado di percepire e che ogni modificazione dello schema uditivo comporta una modifica della voce.

 

Tale legge, che va sotto il nome "Effetto Tomatis", divenne oggetto di comunicazione all'Accademia di Parigi ( 1957-1960). Proseguendo le sue sperimentazioni A. Tomatis poté concludere che esiste un orecchio direttore, il destro, che controlla la voce, sia parlata, sia cantata. La differenza tra i due orecchi è facilmente spiegabile se si considerano i percorsi che portano il suono dell'orecchio al cervello e successivamente dal cervello alla laringe ( circuito audio-vocale): ci si rende conto che il percorso di destra, per motivi anatomici è estremamente più breve di quello di sinistra. La ricchezza dei dati raccolti nel corso di queste esperienze e in ambito clinico portarono tomatis a precisare le sue idee sulla natura dell'orecchio umano e delle sue funzioni. Egli rivelò che, quando si modifica l'ascolto, non solo cambia la voce, ma anche la postura, il controllo del movimento e dell'umore, da questo punto di vista l'orecchio umano non è soltanto un organo sensoriale, ma anche un integratore corporeo e una dinamo per il cervello.

 

L’ipotesi che elaborò, era che l’individuo può proteggersi o rifiutare le informazioni nocive al suo orecchio, chiudendolo o bloccandolo parzialmente. Tale chiusura è effettivamente possibile e si manifesta a livello fisiologico attraverso un rilassamento dei muscoli dell’orecchio medio, che ostacola notevolmente il passaggio del suono. Se i muscoli dell’orecchio medio rimangono troppo a lungo inattivi, perdono la loro tonicità ed i suoni risultano allora percepiti scorrettamente. Le sperimentazioni indussero A. Tomatis a realizzare “l’Orecchio Elettronico” ovvero un apparecchio che permettesse di modificare l’ascolto di un individuo, fornendo al suo orecchio la possibilità di percepire correttamente le frequenze perdute o mal analizzate e di restituirle, così, nell’emissione vocale.

 

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