L’ipotesi che elaborò, era che l’individuo può proteggersi o rifiutare le informazioni nocive al suo orecchio, chiudendolo o bloccandolo parzialmente. Tale chiusura è effettivamente possibile e si manifesta a livello fisiologico attraverso un rilassamento dei muscoli dell’orecchio medio, che ostacola notevolmente il passaggio del suono. Se i muscoli dell’orecchio medio rimangono troppo a lungo inattivi, perdono la loro tonicità ed i suoni risultano allora percepiti scorrettamente. Le sperimentazioni indussero Tomatis a realizzare “ l’Orecchio Elettronico” ovvero un apparecchio che permettesse di modificare l’ascolto di un individuo, fornendo al suo orecchio la possibilità di percepire correttamente le frequenze perdute o mal analizzate e di restituirle, così, nell’emissione vocale.